Camposcuola


E’ un’esperienza estiva, di circa dieci giorni, che coinvolge i ragazzi dalla quinta elementare alla terza media. Dieci giorni in cui si convive assieme tra passeggiate, programma culturale, giochi e lo stare insieme.

 

NASCITA DEL CAMPOSCUOLA

Nato più di 30 anni fa a Santa Lucia Tarù, e finanziato dalla Festa Paesana, il camposcuola fu portato avanti da giovani e meno giovani volontari che si dedicavano a questa esperienza formativa per ragazzi in montagna; non senza difficoltà, continua ancora oggi grazie anche all’apertura verso le realtà limitrofe, accogliendo quindi anche ragazzi da Zelarino, Favorita, Trivignano ecc.

 

DOVE SI SVOLGE IL CAMPOSCUOLA

Il campo solitamente si tiene in montagna, e le case che ci hanno ospitato negli anni sono state moltissime. Questo perché oltre a non averne una di proprietà dell’associazione C.s.l.t., è sempre piaciuta l’idea di poter spaziare tra le nostre Dolomiti e non solo. La casa per i campi, infatti, cambia circa ogni due anni, consentendoci camminate diverse e paesaggi altrettanto vari.

 

QUANDO SI SVOLGE IL CAMPOSCUOLA

Le Iscrizioni aprono circa verso aprile, ed il campo viene inserito solitamente ad Agosto, per una durata di dieci giorni. Questo anche per consentire agli animatori di impiegare le proprie ferie lavorative o dallo studio verso questa esperienza; anche se in termini di impegno, starsene in spiaggia sarebbe molto meno faticoso.

Si consideri anche che il gruppo di animatori, solitamente 7-8 ragazzi fra cui anche universitari, e tutti maggiorenni, comincia a trovarsi per organizzare il tutto nel cosiddetto “Precampo” già a marzo-aprile, una volta a settimana, sia per preparare i materiali e le varie giornate su in montagna, sia per conoscersi e condividere un percorso comune di costruzione.

 

PERCHE’ IL CAMPOSCUOLA

Filosofia che ha sempre mosso tali iniziative riguarda l’interesse verso i più giovani, unica risorsa per il futuro e che in quanto tali vanno coltivati. Ne è esempio il fatto che molti di loro, dopo aver partecipato come animati, sono divenuti poi animatori ed educatori. Scuola per diventarlo, secondo la nostra esperienza, è l’esperienza stessa del campo, vera attività formativa delle dinamiche di gruppo utili all’animazione ai nostri campi. Argomenti, fra l’altro, che con i ragazzi di superiori ed università vengono trattati durante le settimane studio, esperienze parallele ai campi per i più grandi.

 

COSA SI FA AL CAMPO

Oltre a sviluppare un po’ di autosufficienza, grazie ai gruppi di lavoro a cui tutti partecipano, dal lavare i piatti al pulire i “cessi” (come ci piace chiamarli), solitamente si cammina durante la mattinata lungo i sentieri che la montagna ci offre. Nel pomeriggio, il momento culturale, punto centrale del campo dove da qualche anno, grazie alla visione di film da cui ricaviamo le ambientazioni, ci fermiamo a riflettere su concetti chiave quali l’amore, la generosità, l’aiuto verso il prossimo, il dono di sé, etc etc. Temi che se opportunamente trattati, trovano molta risposta anche nei più piccoli, consentendo uno scambio reciproco di idee e dando luogo a un sano confronto.

Il momento dei giochi, sempre curati dagli animatori, e a seguire la serata, animata attraverso i racconti scritti dei ragazzi che come in un TG ripercorrono i fatti della giornata; non solo, i ragazzi si preoccupano anche dell’animazione, dei giochi e di coinvolgere tutti i partecipanti, sempre seguiti dagli animatori, prima di bere una buona tazza di latte e andare a letto.